MISSAGGIO AUDIO COMPRESSIONE DEL SUONO
 

Stampa del Vinile

In questi ultimi anni, la sempre maggiore diffusione del CD, ha provocato una drastica riduzione nella produzione dei dischi in vinile. Tuttavia, alcune categorie come i DJ ed i collezionisti, rimangono degli "aficionado" del suono e della fattura dei dischi in vinilite e, seppure in quantità limitata, sono tuttora commercializzati dalle case discografiche.

Il procedimento chiamato transfer o cutting consta di svariati passaggi meccanico-chimici i quali lo rendono complesso e delicato. E' denominato anche mastering poiché, spesso in questa fase della catena audio, sono effettuate tutte quelle operazioni specifiche della masterizzazione audio.

La prima fase è quella chiamata cutting, in altre parole l'incisione di un disco di materiale vinilico laccato chiamato acetato. Il master tape viene letto ed il segnale è trasmesso, attraverso una consolle (con la quale possono essere effettuati una serie di correzioni come equalizzazione o compressione) ad un tornio meccanico sofisticatissimo che, con l'ausilio di una puntina d'incisione, imprime i solchi sul disco. Avremo a questo punto un disco positivo, in pratica, lo stesso può venire letto da un normale giradischi. In effetti, questo è quello che normalmente si fa per verificare la qualità d'incisione e gli eventuali errori dovuti alla malformazione dei solchi. Una volta verificato l'acetato, lo stesso viene spruzzato con una vernice conduttiva in modo da rendere possibile il bagno galvanico (elettrolisi) e attraverso questo procedimento chimico viene ricoperto da uno strato di nichel. Alla fine del bagno, che dura parecchie ore, il rivestimento di nichel viene staccato dall'acetato ed è un negativo chiamato metal master. Attraverso un altro bagno galvanico viene ricavato un positivo chiamato madre in metallo la quale viene ulteriormente immersa nel bagno per formare gli stampatori, i quali sono dei negativi che, montati su delle presse industriali, sono usati per stampare i dischi che verranno immessi sul mercato.

Ci sono alcuni accorgimenti dei quali bisogna tenere conto già in fase di missaggio acciocché ottenere un buon risultato di stampa.

Ad esempio sappiamo che il disco dispone di uno spazio limitato dove andremo ad incidere il programma musicale. Sappiamo anche che, quanto più lunga sarà la durata del programma tanto maggiore sarà la quantità di solchi, essi saranno più ravvicinati e di conseguenza meno profondi, a discapito del volume di incisione e della dinamica del suono. La durata massima ottimale è di 20/25 minuti per lato.

Sappiamo, altresì, che una controfase causa l'immobilità della puntina d'incisione e conseguentemente la non incisione del solco, che provocherà l'indesiderato effetto "disco che salta" durante la fase di lettura del giradischi.

Dovremo prestare molta attenzione alla gamma dinamica del programma musicale da trasferire, un solo picco eccessivo ci costringerà ad abbassare tutto il livello d'incisione. Può accadere infatti che, a causa dell'eccessivo volume, la puntina incida troppo in profondità, provocando la rottura del solco e facendolo sconfinare in quello adiacente. Per far fronte a questo problema possiamo sia agire con un compressore in fase di missaggio sia sfruttare la testina di pre-lettura, posta sul registratore che viene usato negli studi per il transfer, la quale rileva in anticipo eventuali picchi di dinamica e fa entrare automaticamente in azione un compressore, che provvederà a contenere lo sbalzo di volume.

Essendo i solchi concentrici, man mano che ci si avvicinerà al centro del disco si avrà una perdita di dinamica, di conseguenza è bene inserire alla fine della scaletta musicale brani che già di per se abbiano una dinamica limitata.

Il DMM (direct metal mastering) è un procedimento in parte uguale al transfer tradizionale all'infuori del primo e secondo stadio, che vengono saltati, in quanto il tornio effettua direttamente la prima incisione su di un disco in metallo, eliminando l'acetato in vinile e la spruzzatura della vernice conduttiva, che è lo stadio che più di ogni altro deteriora in modo significativo il risultato finale.

Direi, infine, che per quanto possa essere fatto con estrema attenzione e da persone competenti, il transfer e la stampa del vinile darà sempre e comunque una qualità sonora di gran lunga inferiore a quella del CD, poiché il procedimento stesso consta di fasi meccaniche e chimiche, che inevitabilmente deteriorano il segnale audio in diverse delle sue caratteristiche: il panorama stereofonico, la gamma dinamica e la banda delle frequenze. Personalmente ritengo sia un procedimento destinato ad essere sostituito in toto da altri supporti quali: CD, DVD, minidisc ecc.

A presto e… OCCHIO all'ORECCHIO

Fulvio Zafret

Gennaio 2001

 


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