MICROFONARE LA BATTERIA STAMPA DEL VINILE
 

Missaggio Audio

E' molto difficile stabilire quale delle fasi di una produzione musicale sia la più difficile. Possiamo, però certamente asserire che il missaggio è una delle procedure più complesse e delicate, dov'è possibile recuperare una produzione mediocre, ma anche distruggere un eccellente lavoro.

Il procedimento chiamato missaggio è la fase della produzione dove, una volta ultimata la registrazione di tutti gli strumenti, si passa a combinare e bilanciare tutte le singole tracce mediante una consolle (mixer), potendo così controllare tutti i parametri relativi al suono.

Diversi periodi corrispondono a differenti modalità di missaggio, a partire da quello cosiddetto dei "polipi", fino ad arrivare al mix completamente "automatizzato". Nel primo caso, fonico, produttore, artista, musicisti, e chi più ne ha più ne metta, armeggiavano come dei polipi sulla consolle di missaggio spostando fader e schiacciando pulsanti per modificare manualmente e in tempo reale le fasi del mix. Nei casi successivi, man mano che la tecnologia avanzava, un computer sostituiva le mani, permettendo agli addetti ai lavori di concentrarsi sull'ascolto del prodotto anziché sulle operazioni di missaggio.

Spesso, in fase di pre-produzione, si commette l'errore di valutazione del tipo: "va bene così, tanto in missaggio lo mettiamo a posto!". Niente di più sbagliato! La ripresa degli strumenti è fondamentale per ottenere un buon mix, tanto più è corretta ed equilibrata la registrazione, tanto più il missaggio sarà efficace.

E' bene, se il tempo e il budget lo permettono, realizzare un "rough mix" (cioè un missaggio di massima) ed ascoltarlo per qualche giorno, per avere, più chiara possibile, la direzione da prendere in fase di missaggio.

Per prima cosa, all'inizio di un mix, dovremo settare la consolle e azzerare tutte la sue parti, EQ, compressori, mandate, fader ecc. Pulire le testine dei registratori analogici e demagnetizzarle, registrare all'inizio del nastro multitraccia dei toni di riferimento (100 Hz, 1000 Hz e 10 KHz a 0 dB). Ad esempio se si dovesse avere bisogno di una copia, oppure se di dovesse effettuare un secondo missaggio in un altro studio, il fonico sarebbe in grado di effettuare tutte le operazioni relative all'allineamento delle testine del proprio registratore al nastro. La stessa procedura va seguita per quanto concerne il registratore mastrer, usando i toni per allineare le testine dello stesso con il nastro in oggetto, affinché il fonico del trasfer possa avere una lettura corretta.

Fatto questo, alcuni fonici preferiscono aprire tutti i canali e iniziare ad equilibrare il tutto, in continua relazione con tutto. Altri amano aprire canale per canale e apportare le necessarie variazioni al suono che vi è registrato e successivamente compararlo con gli altri. In ogni caso, dopo un periodo di tempo estremamente variabile, si arriva ad un ascolto sufficientemente equilibrato da permettere al produttore e/o all'artista di cominciare, assieme al fonico, il missaggio creativo. Si possono aggiungere compressori ed equalizzatori, per ottenere un livello e una sonorità adeguata, bisogna effettuare un accurato posizionamento stereofonico delle varie tracce registrate, cercando di mantenere la spazialità propria degli strumenti, onde evitare di renderli innaturali (finti). Man mano che il mix comincia a prendere forma, vengono aggiunti gli effetti: chorus, flanger, delay e riverberi, per creare separazione e profondità differenti fra gli strumenti, ed allo stesso tempo amalgamarli al meglio.

Per avere la certezza che il mix abbia un suono ottimale anche in altri ambienti e con ascolti non professionali vanno fatti tutti i dovuti confronti tra, big monitor, near field, mono o stereo e, se possibile, altri ascolti quali piccoli registratori portatili, cuffie e impianti stereo d'automobili.

Si può, ora, passare alla fase di computerizzazione o automazione. Il computer dedicato all'automazione, memorizzerà tutte le aperture e chiusure dei canali e le relative variazioni di volume previste, e se si dispone di una consolle dotata di total recall, potremmo salvare anche tutti gli altri movimenti relativi all'equalizzazione, compressione, mandate agli effetti, panpottaggio, fade-in e fade-out del master fader.

Un occhio di riguardo va posto alle controfasi. Le stesse, se la consolle è dotata di un correlatore di fase, sono immediatamente segnalate, al contrario bisognerà controllare tutti i canali stereofonici ascoltandoli in mono e valutare la possibile perdita di volume o di definizione. Nel caso ciò si verificasse, si potranno correggere apportando delle modifiche che consistono nella leggera chiusura dei panpot, se il problema è di proporzioni contenute, fino ad arrivare alla totale inversione di fase di uno dei due canali in oggetto.

Dopo aver ascoltato e riascoltato per giorni e giorni, alle volte per settimane, lo stesso brano, apportando continue modifiche e correzioni, saremo pronti per trasferire il missaggio sul supporto master, controllando il volume di registrazione che dovrebbe essere prossimo allo 0 dB. Potremmo, altresì, usare un compressore stereo, inserito sul master fader della consolle, per contenere eventuali picchi di dinamica indesiderati.

Ci sono alcune parole o frasi, abbastanza curiose, che vengono usate in queste circostanze: un suono "maranza", in altre parole non proprio di classe; alza la cassa un "pelino di fi……. di farfalla"; il basso "gommoso" cioè non proprio ben definito, un suono "duro" pieno di frequenze medio alte, un suono troppo isolato rispetto all'equilibrio generale del mix e di conseguenza dev'essere ammorbidito o reso più "caldo". Alle volte le terminologie usate vanno oltre ad ogni possibile immaginazione, ad esempio il produttore può richiedere una chitarra più gialla o verde, un basso più spaziale. Sta all'esperienza del fonico interpretare e attuare le modifiche per accontentare il produttore e, credetemi, alle volte è veramente arduo.

Fare un missaggio è certamente un lavoro complesso, delicato che comporta una notevole concentrazione e dispendio d'energia, ma essendo la fase finale, o quasi, della produzione è anche quella che da, a mio avviso, maggiore soddisfazione. Credetemi è una "goduria" (termine tecnico molto usato), finito il mix, sedersi, abbassare le luci e ascoltare il prodotto finito.

Ci sono altri aspetti del missaggio, ad esempio il mix combinato fra tracce registrate e parti midi, gestite da un computer; la sincronizzazione di varie macchine: multitraccia analogico, registratori digitali a nastro o hard disk recording; l'automazione gestita dal midi; i codici di sincronizzazione MTC, LTC, SMPTE, ma come sempre l'aspetto più importante è: OCCHIO ALL'ORECCHIO!!!……

Fulvio Zafret

Gennaio 2001

 


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