MASTERIZZAZIONE AUDIO MICROFONARE LA BATTERIA
 

Microfonaggio Stereofonico

Tecniche Stereofoniche di Ripresa

OSS, ORTF, NOS, Faulkner, Blumlein o Stereosonic, Coincidenti o Quasi Coincidenti, M/S, Distanziati: parole che pochi conoscono, sigle e nomi che stanno a significare una lunga serie di tecniche di registrazione stereofoniche molto importanti e utili per chi opera nel campo della registrazione professionale e no. Fondamentale, a mio avviso, conoscerle ed imparare ad usarle.

Possiamo classificare le tecniche stereofoniche in:
-
Microfoni distanziati (Fig. 1)
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Microfoni coincidenti (Fig. 2)
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Microfoni quasi coincidenti (Fig.3)
   
Fig. 1
Fig. 2
Fig. 3
 
La Fig. 4 illustra i diagrammi polari dei microfoni. Sarà indispensabile conoscerli per comprendere meglio le varie tecniche stereofoniche.
 
La polarità (Polar Pattern) sta a significare la diversa risposta del microfono (livello d'uscita) secondo l'angolo d'incidenza dei suoni che ad esso arrivano.
   
Si possono ordinare i microfoni in due gruppi:
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Omnidirezionali (a pressione)
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Direzionali (a gradiente di pressione)
   
A loro volta, i microfoni Direzionali, si distinguono in:
-
Cardioide
-
Supercardioide
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Ipercardioide
-
Bidirezionale (figura ad otto)
 
<- Fig. 4
 
 

TECNICA CON MICROFONI DISTANZIATI

Sono usati prevalentemente due o tre microfoni omnidirezionali posti, su di una linea parallela, frontalmente alla sorgente sonora.

La distanza tra essi può variare da 90 cm a 3 mt e nel caso di tre microfoni a 1,5 mt uno dall'altro (Fig. 5).

Questa tecnica darà un suono molto caldo e piacevole, ma potrebbero verificarsi delle controfasi soprattutto alle basse frequenze;inoltre l'immagine stereofonica non sarà estremamente chiara.

Fig. 5 ->
   
   

TECNICHE CON MICROFONI COINCIDENTI

Due microfoni Cardioidi angolati a 90° (Fig. 6).
Daranno un'immagine stereofonica alquanto ristretta riproducendo la riverberazione dell'ambiente prevalentemente al centro dei monitor.
<- Fig. 6
   
Due microfoni Cardioidi angolati a 135° (Fig. 7)
L'estensione stereo sarà più ampia e la riverberazione diffusa in modo uniforme.
Fig. 7 ->
   
Due microfoni Cardioidi angolati a 180° (Fig. 8).
Daranno un suono centrale più sfuocato e sarà esaltata la riverberazione ai lati estremi dei monitor.
<- Fig. 8
   
Blumlein o Stereosonic (Fig. 9).

Questa tecnica, inventata negli anni trenta dall'inglese Alan Dower Blumlein, usa due microfoni bidirezionali (figura ad otto) coincidenti angolati a 90°.

Si avrà un'ottima localizzazione degli strumenti nello spazio stereofonico, un'accurata estensione della riverberazione ed un reale senso della profondità.
Fig. 9 ->
   
M-S (mid-side) (Fig. 10).

Vengono usati due microfoni, uno centrale cardioide (M) in asse con la sorgente sonora ed un bidirezionale (S) con le capsule rivolte ai lati.

Il segnale M viene assegnato al centro, mentre il segnale S viene sdoppiato ed assegnato uno a sinistra e l'altro a destra, quest'ultimo con la fase invertita.
Si avrà cosi:
canale sinistro = centrale + laterale (L=M+S),
Fig. 10
canale destro = centrale -- laterale (R=M-S).

Il sistema e assolutamente monocompatibile, questo è un gran vantaggio quando il programma registrato viene trasmesso in TV o Radio.

Interessante la spazialità e la quantità di riverberazione dosabili aumentando o diminuendoi due canali laterali. Forse, al suono prodotto dalla tecnica M-S, manca un po' di calore rispetto alle altre tecniche.
   
   

TECNICHE CON MICROFONI QUASI COINCIDENTI

ORTF (Ufficio della Radiodiffusione e Televisione Francese) (Fig. 11 e 12).
Questa tecnica usa due microfoni cardioidi angolati a 110° e distanziati in orizzontale di 17 o 20 cm. Bilanciamento del fronte sonoro e definizione dell'immagine sono le peculiarità di questo sistema di ripresa.
 
Fig. 11
Fig. 12
   
NOS (Fondazione Olandese per le Trasmissioni) (Fig. 13).
Vengono usati due microfoni cardioidi angolati a 90° e distanziati di 30 cm.
Il sistema NOS offre una maggiore estensione stereofonica rispetto all'ORTF.
Fig. 13 ->
   
Sistema Stereo 180° (Fig. 14).
Tecnica sviluppata da Lynn T. Olson, usa due microfoni ipercardioidi angolati a 135° e distanziati orizzontalmente di 4,6 cm.
Questa soluzione offre una buona definizione stereofonica ed un'accurata localizzazione degli strumenti.
<- Fig. 14
   
Faulkner (Fig. 15).
Tony Faulkner usa due microfoni bidirezionali (figura ad otto) rivolti verso la sorgente sonora paralleli e distanziati di 20 cm.
Se posizionati ad altezza dell'orecchio umano e ad una discreta distanza dall'assieme strumentale, si ottiene un equilibrio molto naturale tra spazialità e definizione dell'immagine.
Fig. 15 ->
   
OSS (Optiml Stereo Signal) (Fig. 16).
Denominata anche Jecklin disk dal nome del suo inventore, questa tecnica usa due microfoni omnidirezionali distanziati di 16,5 cm e separati da un disco rivestito di gomma piuma di 28 cm di diametro.
Il sistema, posizionato relativamente vicino alla sorgente sonora, crea una riproduzione molto definita e naturale, dovuta al fatto che il disco accentua le caratteristiche di direzionalità all'aumentare della frequenza, come avviene per l'orecchio umano.
<- Fig. 16
   
 
Queste le più significative tecniche di Microfonaggio Stereofonico.
E' ovvio che angolazione, distanza, altezza e posizionamento andranno di volta in volta valutati e calibrati, secondo il genere musicale, l'ambiente in cui si registra ed il proprio gusto.
Buon lavoro e…."Occhio all'Orecchio"!!!

 


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