COMPRESSIONE DEL SUONO ISOLAMENTO E TRATTAMENTO AQUSTICO
 

Equalizzazione degli Strumenti

Una delle pratiche audio di cui bisogna saper far buon uso è l'equalizzazione. E' facile lasciarsi prendere la mano ed esagerare, con l'attenuazione o l'esaltazione delle frequenze, mentre il problema o "l'errore" potrebbe stare da un'altra parte, ad esempio nel microfono o nella disposizione dello stesso riguardo allo strumento da registrare, nella preamplificazione, nell'ambiente in cui si svolge la performance, nello strumento o "nell'esecutore". E' conveniente fare un controllo accurato, sostituendo eventualmente gli anelli della catena audio più deboli, e se il problema sussiste ancora dovremo allora ricorrere all'equalizzatore. A questo punto dobbiamo conoscere tutta una serie di frequenze fondamentali e le ottave di estensione relative allo strumento che ci accingiamo a registrare. Di seguito troverete una sintesi delle frequenze di alcuni strumenti, corredate dalla descrizione di quello che rappresentano a livello sonoro.

 
VOCE UMANA
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Attenuando i 50 Hz si avrà un'eliminazione dell'effetto pop.
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Incrementando da 200 a400 Hz si avrà una maggiore enfasi
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Attenuando i 1000 Hz si avrà meno effetto nasale
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Attenuando i 2000 Hz la voce sarà meno stridente
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Incrementando da 3000 a 5000 Hz si avrà maggiore presenza
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Da 8 kHz a 12 kHz si avrà maggiore chiarezza, ma anche un'esaltazione delle consonanti sibilanti s-z
 
PIANOFORTE ACUSTICO
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Incrementando da 80 a 120 Hz si avrà una maggiore profondità
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Attenuando da 300 a 400 Hz si avrà un'eliminazione del rimbombo
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Attenuando da 1000 a 2000 Hz il suono sarà meno metallico
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Incrementando da 2550 a 5000 Hz si avrà più presenza
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Incrementando da 8 kHz a 10 kHz si avrà un attacco cristallino
 
ARCHI
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Incrementando da 250 a 400 Hz si avrà una maggiore pienezza
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Attenuando i 3000 Hz si avrà un suono meno stridente
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Incrementando da 7.5 kHz a 10 kHz si avrà un suono più graffiante
 
FIATI
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Incrementando da 120 a 240 Hz il suono sarà più pieno
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Attenuando i 1000 Hz si otterrà un addolcimento sonoro
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Incrementando da 2000 a 3000 si avrà una maggiore chiarezza
 
CHITARRA ELETTRICA
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Attenuando i 50 Hz si avrà un suono meno impastato
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Incrementando da 200 a300 Hz si avrà più pienezza di suono
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Incrementando da 2500 a 3000 Hz si avrà più incisività
 
CHITARRA ACUSTICA
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Incrementando da 80 a 120 Hz si avrà una maggiore profondità
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Incrementando da 20 a 300 Hz si aggiungerà corpo al suono
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Attenuando da 1000 a 2000 si avrà un suono meno metallico
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Incrementando 5 a 10 kHz si avrà maggiore brillantezza
 
BASSO ELETTRICO
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Incrementando da 60 a 80 Hz si aggiungerà profondità al suono
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Incrementando da 700 a 1000 Hz si avrà un suono con più attacco
 
CONTRABASSO ACUSTICO
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Incrementando i 125 Hz si avrà un'esaltazione della profondità
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Attenuando da 200 a 300 Hz si avrà un'eliminazione del rimbombo
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Incrementando da 600 a 800 Hz si avrà una maggiore definizione timbrica
 
CASSA
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Incrementando da 60 a 80 Hz si avrà una maggiore profondità alle basse frequenze
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Attenuando i 600 Hz si avrà un addolcimento timbrico
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Incrementando i 2500 Hz si avrà più "punta"
 
RULLANTE
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Incrementando da 160 a 240 Hz si avrà un maggior corpo
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Attenuando i 1000 Hz il suono sarà meno penetrante
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Incrementando i 5000 si avrà una maggiore brillantezza
   
CHARLESTON & PIATTI
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Attenuando i 1000 si avrà un suono meno penetrante
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Incrementando da 5 kHz a 12 kHz il suono sarà scintillante
   
TOMS & TIMPANI
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Incrementando da 80 a 120 Hz (solo timpani) si avrà più pienezza
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Incrementando i 240 Hz si avrà più corposità
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Attenuando i 400 Hz si avrà un'eliminazione del rimbombo
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Incrementando da 3000 a 5000 Hz si avrà un maggiore attacco
 
CONGA & BONGO
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Incrementando da 200 a 250 Hz si avrà un'esaltazione della risonanza
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Incrementando i 5000 Hz si avrà più presenza e incisività
 

Come sempre, in questo lavoro, vale tutto ed il contrario di tutto: alle volte le frequenze da incrementare o attenuare, rispetto al risultato che si vuole ottenere, sono molto distanti dalle fondamentali dello strumento. Dobbiamo tenere conto delle tendenze musicali del momento, periodi nei quali molti dei prodotti in circolazione sono molto chiari, brillanti cioè enfatizzati alle frequenze acute, altri dove le produzioni sono cupe, scure, mancanti di frequenze alte. Ciò nonostante è bene tener fede alla regola delle frequenze fondamentali, salvo che non si voglia cercare soluzioni alternative o sperimentali e allora: OCCHIO ALL'ORECCHIO!

Fulvio Zafret

Trieste, maggio 2000

 

 


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